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Otranto: guida veloce sulla Cattedrale

da Dic 16, 2016Otranto0 commenti

Otranto è un luogo magico, unico.
Visitare questa città, perla del Salento, può creare dipendenza. Una dolce dipendenza.
Le case bianche sono a picco sul mare e il centro storico, racchiuso tra le mura, si presenta come un dedalo di strade agli occhi del visitatore.
Non si può dire di aver visitato il Salento senza aver passeggiato, con il naso all’insù, almeno un’ora, per le vie di questa piccola città.
Otranto è incredibilmente bella. Semplicemente magnifica. Il suo splendore è la risultante di un equilibrio rimasto inalterato nel tempo, il perfetto mix tra accoglienza/ospitalità delle persone e rispetto del paesaggio/della naturalità dei luoghi.

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OTRANTO: ACCOGLIENZA ED OSPITALITÀ

Gli abitanti di Otranto sono persone speciali. Ospitali e accoglienti.
Gli otrantini sono sempre pronti a dare le giuste informazioni e suggerimenti ai visitatori.
Questo di norma accade in tutto il Salento ma, ad Otranto, non troverete mai un turista insoddisfatto. La gente del luogo è sempre pronta a dare suggestioni su ristoranti, alberghi e luoghi da visitare.
La Cattedrale dei SS. Martiri, le cave di bauxite, la Torre del Serpe (simbolo della città di Otranto), il monastero di San Nicola di Casole, il Faro di punta Palacìa e le spiagge dorate delle Alimini sono i luoghi meta del flusso turistico otrantino.

OTRANTO: RISPETTO DELLA NATURALITÀ DEI LUOGHI

La terra d’Otranto attira sempre più il turismo nazionale ed internazionale perché, nel corso degli anni, le Istituzioni hanno tutelato l’ambiente e i centri turistici, contrastando l’abusivismo e imponendo norme e vincoli paesaggistici restrittivi.
Così facendo, la bellezza dei luoghi è rimasta inalterata e la natura è stata protetta da scempi di carattere ambientale.
Questo modo di operare sul territorio ha permesso il rilancio del turismo in Salento e Otranto ha avuto un ruolo fondamentale in questo.
I punti di interesse storico e paesaggistico sono stati preservati ed esaltati da un nuovo modo di fare turismo e di concepire l’accoglienza.

LA CATTEDRALE DI SANTA MARIA ANNUNZIATA: COME RAGGIUNGERE OTRANTO E VISITARE LA CATTEDRALE

La Cattedrale di Santa Maria Annunziata è uno spettacolo unico.
Sono stati compiuti molti sforzi per tutelare questo bene di interesse storico e il patrimonio storico-artistico in essa racchiuso: il mosaico, ad esempio, è stato preservato grazie a restauri mirati avvenuti nel corso del tempo.
Per raggiungere Otranto e visitare la cattedrale avete diverse possibilità a disposizione:

IN AEREO FINO ALL’AREOPORTO DI BRINDISI, IN TRENO FINO AD OTRANTO CON CAMBIO TRENO A LECCE

Papola Casale è l’areoporto più vicino al cuore del Salento (per maggiori informazioni, cliccate qui).
Una volta atterrati potete noleggiare una macchina dalle diverse compagnie di autonoleggio e dirigervi verso Otranto, passando da Lecce.
Oppure potete tranquillamente optare per i trasporti pubblici, prendendo un comodo treno Brindisi-Lecce, cambiare treno e dirigersi verso la stazione di Otranto con le Ferrovie Sud-Est (per maggiori informazioni cliccare qui);

IN AUTO

Dopo aver percorso nella sua quasi totalità l’autostrada A16, dovete prendere l’uscita Bari Nord e continuare sulla Brindisi-Lecce (vi abbiamo parlato di Lecce in questo post riguardante il Barocco).
Appena arrivati alle porte del capoluogo salentino, imboccate la tangenziale Est e seguire per Maglie – Otranto – Santa Maria di Leuca.
Appena arrivati a Maglie, potete tranquillamente imboccare la strada statale SS 16, direzione Otranto con estrema facilità. Recentemente hanno ampliato le carreggiate di questa strada statale e hanno installato uno spartitraffico per cui la strada risulta veramente comoda e sicura;

IN BUS

Potete arrivare comodamente ad Otranto prendendo “al volo” un bus da Lecce. Controllate il sito SALENTO IN BUS e verificate orari, disponibilità e biglietti.

COME RAGGIUNGERE LA CATTEDRALE UNA VOLTA GIUNTI AD OTRANTO

Raggiungere la cattedrale è veramente molto semplice.
Una volta entrati all’interno delle mura dall’ingresso adiacente al Monumento degli Eroi, vi basta seguire a piedi la strada principale e svoltare al primo crocevia a destra.
Fare una piccola salita e dopo circa 100 metri troverete la SS. Maria Annunziata sulla sinistra.
Lo spettacolo che vi si parerà davanti agli occhi sarà sensazionale.

LA CATTEDRALE: SECOLI DI STORIA PRESERVATI IN MODO SPETTACOLARE

La cattedrale è il simbolo della resistenza otrantina alla carneficina ottomana. Era il 28 luglio del 1480 quando 800 Martiri furono decapitati sul Colle della Minerva perché resistettero, sull’esempio del loro capo Antonio Pezzulla (il Primaldo), all’Islam.
Le reliquie le potete trovare, ben conservate in tre teche, all’interno della basilica, nella navata destra.

Lungomare degli eroi
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Monumento agli Eroi – Lungomare degli Eroi – Otranto

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Il mosaico della Cattedrale di Otranto
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Il mosaico di Otranto, in questa immagine, è presentato nella sua totalità.

PIANTA A CROCE LATINA E SOFFITTO MORESCO A CASSETTONI

L’interno della chiesa è a croce latina e gli spazi sono ben suddivisi da quattordici colonne di marmo. Il soffitto centrale è in stile moresco a cassettoni lignei, così come lignei sono quelli laterali. Sulle pareti laterali si possono notare diversi affreschi, o meglio quel che resta di splendidi affreschi, distrutti dalla furia ottomana. Dopo la presa di Otranto del 1480, i Turchi adibirono questo luogo di culto cristiano in moschea e distrussero tutte le immagini sacre, preservando solo quelle della Madonna che essi tuttora venerano.

IL FONTE BATTESIMALE E LE TRE TECHE CON I RESTI DEGLI 800 MARTIRI

Appena si entra in chiesa, sulla sinistra vi è il fonte battesimale (risalente al XVII secolo), mentre sulla destra, prima delle scale di accesso alla cripta, vi sono 4 colonne monolitiche istoriate in pietra leccese del Ricciardi (1524). Il tabernacolo si trova nella navata di sinistra, mentre nella navata di destra si possono ammirare i resti dei SS. Martiri e, sotto i loro resti, sotto l’altare della navata destra, si può ammirare la pietra della decapitazione. Una statua di legno della Vergine Maria domina l’altare.

IL MOSAICO PAVIMENTALE DELLA CATTEDRALE: L’ALBERO DELLA VITA RACCONTATO IN 600 MQ

Risalente nel periodo compreso tra il 1163 e il 1170, il mosaico pavimentale si estende su 600 mq di superficie. Commissionato dall’arcivescovo Gionata, fu realizzato dal Pantaleone. Il presbitero, attraverso quest’opera artistica, ha voluto raffigurare la Bibbia, la patrologia e la storia dell’uomo a partire dalla cacciata dall’Eden di Adamo ed Eva fino ad arrivare al Giudizio Universale.

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I TEMI TRATTATI DAL MOSAICO PAVIMENTALE: UN ALBERO DELLA VITA CON INFINITE DIRAMAZIONI

Nelle tre navate, il tema dell’albero della vita viene utilizzato, dal Pantaleone, per raccontare la storia dell’umanità.
L’albero è simbolo del Logos, della parola di Dio e, da essa, si dipanano tutte le culture che hanno influenzato la cultura Europea.
L’albero divide in due parti uguali lo spazio e ha radici “solide e ben piantate” su due elefanti indiani.
Ogni ramo dell’albero ha una storia da raccontare ed esperienze da esaltare. Si parla di precristianesimo, Cristianesimo, mitologia, bibbia, storia, letteratura e mitologia, demonologia e angeologia.

MODALITÀ DI LETTURA: DALL’ALTO VERSO IL BASSO

Esotericamente diverse sono le possibilità di lettura del mosaico, dal basso verso l’alto o dall’alto verso il basso.
Noi vi suggeriamo la via più semplice: quella dall’alto verso il basso ossia dalla chioma dell’albero alle radici.

LA NAVATA CENTRALE: LE SCENE RITRATTE

Si comincia con la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso in due momenti:

  • Adamo ed Eva si nascondono perché, dopo aver mangiato il frutto dell’albero della conoscenza, realizzano di essere nudi;
  • Adamo ed Eva vengono scacciati via dal Paradiso Terrestre.

A seguire si notano:

  • Re Artù;
  • il lavoro dell’uomo attraverso lo Zodiaco e i mesi dell’anno;
  • Noè e l’Arca;
  • la Torre di Babele;
  • la figura quadrocorporea monocefalo;
  • Diana e il cervo ferito durante la caccia;
  • i lottatori;
  • Alessandro Magno;
  • ciclo ellenistico e ciclo scandinavo;
  • gli eledanti indiani con i roditori.

LA NAVATA DESTRA: ALBERO DELLA REDENZIONE, IL LOGOS CHE REDIME

Il tema della navata destra è l’Albero della Redenzione sulla cui chioma dominano i giganti biblici e mitologici.
A seguire abbiamo Samuele con il rotolo della Legge, diversi animali come capri, un drago, un leone e animali mitologici che rappresentano il peccato e il vizio.
Questa navata spiega, mediante queste metafore che l’Umanità è in costante lotta per la Redenzione contro il vizio e contro il peccato raffigurati, metaforicamente, da creature mitologiche e animali quali: la sfinge, il minotauro, il cinghiale e il lupo.
Contro di essi si scagliano i Canes Domini con il Fiordaliso in bocca e il leone androcefalo.

LA NAVATA SINISTRA: IL GIUDIZIO UNIVERSALE ATTRAVERSO LA RAPPRESENTAZIONE DEL PARADISO E DELL’INFERNO

Nella navata sinistra si ha una vera e propria rappresentazione del Giudizio Universale mediante il ricorso a figurazioni del Paradiso e dell’Inferno.
L’Inferno, qui ritratto, richiama l’iconografia dantesca degli Inferi: la porta dei dannati, Satana, anime dannate nude, le Furie, il diavolo giustiziere, Caronte, Cerbero, le arpie e il minotauro.

Abbiamo provato a raccontarvi quello che abbiamo visto con i nostri occhi anche se è veramente impossibile riuscire a descrivervi minuziosamente il mosaico nei minimi dettagli. Bisognerebbe creare ex-novo un sito internet per raccontarvi la cattedrale e la sua storia.
Se avete già vissuto l’esperienza magnifica della visita di questo monumento eccezionale e avete voglia di raccontarcelo, potete utilizzare i commenti oppure potete scriverci una mail a info@foodismo.it
Saremo felici di leggere le vostre impressioni e rispondere ai vostri commenti!

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